Ciao Amico, come stai?
Oggi voglio parlarti di qualcosa che mi pesa dentro, che vedo ogni giorno attorno a me, e che credo sia la vera malattia di questo periodo storico: l’indifferenza.
Sì, perché ormai sembra che non ci importi più di nulla e di nessuno.
Non salutiamo nemmeno più il vicino di casa, non ci chiediamo come sta chi incontriamo ogni mattina. E se qualcuno cade, invece di tendergli la mano, ci giriamo dall’altra parte, tanto “non è affar mio” e inoltre critichiamo il fatto che sia caduto, apostrofandolo con un bel commento e giudizio negativo!
Viviamo con la testa bassa, concentrati sul nostro piccolo orticello, sulla nostra carriera e sul nostro tornaconto, come se tutto il resto non esistesse.
Ma, caro Amico imprenditore, lascia che te lo dica chiaramente, come mia onesta consuetudine: questa strada porta dritta al fallimento!
Non solo personale. Anche professionale.
Ti sarà capitato anche a te, un vicino che non saluta più, un amico che sparisce quando non gli servi più, un collaboratore che “fa il minimo indispensabile” perché tanto “non è il mio problema”.
Viviamo in un tempo dove si soffre in silenzio e si ignora il dolore degli altri, come se la sofferenza fosse contagiosa, ma in realtà, l’indifferenza lo è molto di più.
L’indifferenza ci anestetizza. Ci fa perdere il contatto con la vita vera.
Ci rende comodi, ma vuoti.
Ci fa credere di essere forti, ma ci isola.
E quando sei isolato, prima o poi, crolli.
Forse forse che sia studiato nei minimi dettagli proprio per questo scopo?
Ti racconto una storia, perché penso che gli esempi di esperienze di Vita vissuta sono sempre più chiari per spiegare un concetto teorico.
Qualche mese fa, un mio cliente, un imprenditore con una bella azienda, 40 dipendenti, una famiglia splendida, mi raccontava di aver perso un collaboratore di lunga data.
Non perché fosse incompetente, ma perché nessuno, in azienda, si era accorto che quell’uomo stava vivendo un dolore profondo.
Aveva perso purtroppo la moglie per un problema di salute, stava attraversando un periodo difficile… eppure nessuno gli aveva chiesto: “Ciao, come stai?”.
Sai cosa mi ha detto l’imprenditore?
“Alberto, mi sono accorto che avevo costruito un’azienda forte nei numeri, ma fragile nell’anima.”
Quella frase mi ha trafitto il cuore, non solo per le mie esperienze di Vita vera, ma perché il mio cliente si era conto che in realtà, anche se la sua azienda faceva milioni, aveva perso la battaglia più importante dei suoi valori e principi personali.
Perché racchiude esattamente il punto: abbiamo smesso di interessarci agli altri.
E quando smetti di interessarti, smetti anche di crescere.
Viviamo in un’epoca dove si esalta l’individualismo.
“Pensa a te stesso.”
“Non farti fregare.”
“Prima io, poi gli altri.”
E così ci ritroviamo a vivere in un mondo di persone sole, chiuse e sempre più diffidenti, nel mondo commerciale immagino che tu sappia molto bene cosa intendo.
Un mondo dove, anche tra vicini di casa, si vive come dei perfetti sconosciuti.
Eppure, in un momento storico come questo, tra guerre, crisi economiche e sfiducia, l’unica vera risorsa che ci resta è l’umanità.
Un’azienda può crollare, i mercati possono cambiare, ma la fiducia e la connessione umana restano i pilastri che tengono in piedi tutto.
Molti imprenditori oggi si rifugiano dietro numeri e strategie, frequentano corsi dal vivo e online, sempre alla ricerca di trovare un nuovo strumento per migliorare le performance aziendali, ma non si rendono conto che l’indifferenza che lasciano crescere all’interno della propria azienda, o peggio della propria famiglia, è come un tumore.
Lento, silenzioso, ma letale.
Essere indifferenti non è una difesa, è una resa.
Chi si chiude per paura di soffrire smette anche di sentire la gioia.
Chi non tende la mano, prima o poi, si ritroverà solo quando cadrà lui.
E chi pensa solo a sé stesso, finirà per non avere più nessuno con cui condividere il successo.
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Se sei un imprenditore che ha costruito qualcosa con fatica, che ha una famiglia che considera sacra, che crede ancora nella parola data, nella fiducia e nell’onestà…allora questo messaggio è per te.
Tu sei diverso.
Tu non vuoi sopravvivere, vuoi vivere con senso.
E questo significa tornare a sentire, a guardare ed a interessarti.
Perché solo chi è presente nella Vita degli altri, riesce davvero a lasciare un segno.
Tendere la mano non ti rende debole.
Guardare qualcuno negli occhi e chiedere “Come stai davvero?” non è tempo perso.
È leadership.
È umanità.
È il fondamento del successo duraturo.
La tua azienda, la tua famiglia e il tuo team: tutti hanno bisogno di un capitano che senta, non di un capo che comanda, ma di un leader che connette.
E se ti senti anche tu solo, distaccato, spento?
Non sei sbagliato.
Se senti che ti stai indurendo, che ti stai chiudendo e che l’indifferenza ti sta contagiando, allora è il momento di fermarti.
Non per mollare, ma per ritrovare la rotta.
Nel Sistema Esclusivo di Alberto Alberti Coaching®, con i 9+1 strumenti di navigazione, aiuto imprenditori come te a rimettere in equilibrio la bussola interiore: mente, cuore e istinto.
Perché quando ritrovi l’umanità, ritrovi anche la forza.
È la prima sessione che ti permette di capire dove ti trovi oggi, dove vuoi arrivare davvero e quale rotta seguire per non perdere te stesso nel mare dell’indifferenza.
Perché ricordati, caro Amico imprenditore: non è chi ha di più che vince, ma chi ha più cuore.
E in un mondo freddo e distratto, chi sceglie di essere presente…vince due volte.
Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.
Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.
Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:
- Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
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