Ciao Amic@,
oggi ho deciso che ti voglio raccontare un po’ di me e della mia Vita, perché nonostante scrivere su di me mi venga un po’ complicato, ho deciso di aprirmi con te che mi segui e magari non mi conosci.
Ho metabolizzato che questo può essere un modo per dimostrarti la mia gratitudine nel seguire il mio Blog, ma soprattutto perché penso che la condivisione delle mie gioie e dei miei dolori, possa essere funzionale alla tua crescita Professionale (e soprattutto Personale).
All’età di 47 anni sono arrivato qui, dove mi trovo oggi, fino a questo momento che io amo chiamare Punto di Partenza (o forse sarebbe meglio di ri-partenza) e tutto quello che ho realizzato finora, lo devo al mio percorso di Vita che mi ha accompagnato da sempre e mi ha portato ad essere la persona che sono diventato oggi.
Secondo gli studi più famosi delle teorie sullo sviluppo cognitivo di Piaget, Vygotskij e Bruner, in particolare sono i primi periodi della nostra Vita, soprattutto quelli che vanno da zero a 4 anni, che contribuiscono in maniera basilare a formare la nostra personalità ed il carattere che avremo “da grandi”, definiscono insomma il nostro “modo di essere”.
Non ti voglio annoiare con troppi dettagli su questi studi, per capirci al volo, il primo, Jean Piaget è stato uno psicologo, biologo, pedagogista e filosofo svizzero e, attraverso i suoi studi sulle capacità cognitive, aveva capito (per esemplificare) che il bambino cresce praticamente da solo, la parte cognitiva si sviluppa all’interno della propria mente indipendentemente dalle influenze esterne e chiama questo concetto “fattore d’equilibrio”.
Invece gli altri due, Lev Semënovič Vygotskij è stato uno psicologo e pedagogista sovietico e Jerome Seymour Bruner è stato uno psicologo statunitense, asseriscono che invece è il contesto in cui vivono i bambini ad influenzare il loro sviluppo, soprattutto i genitori nel ruolo di guida che dovrebbe aiutarli.
Ovvio che per un bambino crescere in un ambiente stimolante, circondato da persone che dimostrano il loro affetto, sono tutti stimoli che aiutano a mettersi in gioco ed a superare i propri limiti, soprattutto funziona per accelerare il processo evolutivo, per esempio essere circondati da una famiglia che ha un’alta consapevolezza del proprio Sè e del mondo circostante.
Per fortuna o purtroppo, io invece sono cresciuto in un contesto del tutto “normale”, ho avuto il pacchetto base e non quello super lusso, quello con risorse e strumenti illimitati e ti posso assicurare che il mio futuro era già in qualche modo segnato dalle mie origini, era già stato scritto in anticipo dai miei genitori.
I miei genitori non mi hanno fatto mancare nulla e di questo li ringrazierò per il resto del mio Viaggio, perché nonostante i tempi duri, avevo tutto quello che era indispensabile per crescere, ovviamente secondo le loro possibilità previste dal pacchetto base.
Contestualizziamo meglio: i miei genitori li posso descrivere come persone buone ed oneste, nate nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, abituati a fare sacrifici ed a convivere con la fame fin da piccoli che, una volta arrivati a Milano nel dopoguerra con le loro valigie di cartone piene di speranza, iniziarono a lavorare sin da piccoli.
Mamma Sarda e papà Siciliano, grandi lavoratori abituati a fare fatica senza mai tirarsi indietro, arrivavano dalle isole più grandi del nostro Paese pieni di quella speranza di trovare la loro “America” nella Milano in rinascita dopo i bombardamenti della guerra.
Bambini privi di un’adolescenza perché dovevano lavorare, oltre che andare a scuola, obbligati a contribuire economicamente verso la propria famiglia per sostentarsi ed il loro destino, una volta cresciuti abbastanza, era quello di uscire fuori di casa, pronti per un altro giro di ruota della Vita.
Per raggiungere la tanto agognata sicurezza economica era necessario trovare un lavoro da dipendente, uno stipendio fisso per poter finalmente comprare con tanti sacrifici ed un bel mutuo di 30 anni una casa ed ecco che quando trovarono il loro equilibrio, crearono la propria famiglia e nel 1975 finalmente arrivai io su questa Terra.
Come quasi tutti i genitori degli amici che frequentavo, mio padre (pace all’anima sua) aveva un lavoro che lo teneva spesso lontano da casa per giorni, settimane (a volte anche mesi) e questa presenza discontinua vissuta da figlio unico, li ha portati a viziarmi un po’ ma non troppo, come leggiamo nelle ricette in cucina, Q.B. (quanto basta).
Figlio di due dipendenti con i loro sogni e le loro aspirazioni, hanno fatto il meglio per crescermi ma sono stato comunque programmato per fare il dipendente, il famoso posto fisso a tutti i costi, magari in una grande azienda nella quale iniziare appena finiti gli studi con una mansione povera ma onesta per poi finire con la fatidica pensione.
Insomma il mantra che mi sentivo ripetere ogni giorno come una filastrocca era di lavorare dal lunedì al venerdì, farmi col tempo una posizione, comprare una casa, abituarmi a pagare i debiti per vivere, con la consapevolezza che un giorno mi sarei sposato, avrei avuto dei figli e avrei seguito a grandi linee il loro stesso percorso, perché questa Rotta era già stata la loro soluzione migliore ed era collaudata!
Ho sempre seguito la Rotta che era stata disegnata dai miei genitori, a partire dagli studi al Liceo Scientifico: infatti avevano deciso che sarebbe stata la scelta migliore, ma purtroppo non si rendevano conto che io volevo fare qualcosa di diverso nella mia Vita, dare un contributo in prima persona, avviare una mia attività e nonostante la mia ricerca di confronto, la risposta era sempre un irremovibile due di picche!
Nella realtà dei fatti, la mia Rotta ha seguito questo percorso fino all’inizio del 2015: fino al 31 dicembre 2014 ero infatti un dipendente, avevo già comprato una casa e, come da programma dei miei genitori, mi ero sposato e ho avuto due figlie meravigliose (che amo da impazzire!) ma poi qualcosa dentro di me ha fatto scattare una molla e, all’avvicinarsi dei miei primi 40 anni, il cambiamento era davvero necessario per alzare la mia asticella.
Nonostante agli occhi di tutti avevo realizzato i loro sogni e le loro aspirazioni, io stavo malissimo e vivevo tra la rabbia e la frustrazione, ero il protagonista di un film che non mi piaceva, non era quello che volevo davvero.
Inizia la mia ricerca di altre prospettive, ho seguito corsi di vario genere, da quelli di organizzazione a quelli sulla mentalità (mindset come dicono gli amerrigani), gestione della rabbia e delle emozioni ma ogni volta mancava un pezzo.
Troppe volte mi sono sentito dire da formatori cosa dovevo fare, come avrei dovuto vivere, in tanti mi dicevano di creare un piano B prima di lasciare il mio lavoro sicuro da dipendente, ma io ero sempre combattuto perché nella mia vita avevo già visto troppe che mi dicevano come avrei dovuto vivere.
“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro” di San Giovanni Paolo II
Ad un certo punto qualcosa è scattato dentro di me e mi sono chiesto:
E se fosse il piano B quello di fare il dipendente e il piano A quello di fare impresa?
Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.
Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.
Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:
- Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
- Sarò la tua spina nel fianco, quello che ti impedirà di fermarti quando sarai ad un passo dalla tua vetta.
- Sono quello che ti sprona ad agire sempre, anche quando la decisione da prendere ti farà cagare addosso!
- Sono quello che va oltre alla paura di perdere un cliente, la mia priorità sei tu cliente a qualsiasi costo.
- Faccio tutto esclusivamente per il tuo bene, anche a rischio di farti incaxxare!
- Sono quello che diventerà il tuo migliore amico..
- Sono quello da maledire all’inizio perché ti metteva scomodo, ma anche quello da abbracciare mentre festeggiamo insieme i tuoi risultati straordinari raggiunti.
#AvantiTutta❤️
© 2022 Tutti i Diritti Riservati – Alberto Alberti
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