
Ciao Amic@,
In questo articolo voglio continuare insieme a te il Viaggio virtuale alla scoperta delle Emozioni primarie (o fondamentali) e dopo aver scritto “La Paura fa 90!” (lo trovi QUI), oggi affrontiamo un argomento altamente infiammabile!
Come dicevano i nostri avi Romani, Repetita iuvant, quindi penso che un breve preambolo sia assolutamente necessario per contestualizzare meglio gli effetti che hanno sulla nostra Vita le Emozioni, queste sconosciute.
Le Emozioni fondamentali sono 5:
- Paura
- Rabbia
- Gioia
- Tristezza
- Disgusto
Sono tutte inevitabilmente reali anche se col tempo, soprattutto noi uomini, impariamo ad evitarle e facciamo finta di non provarle ma per fortuna o purtroppo siamo stati già destinati a provarle.
Il concetto sul quale oggi voglio mettere l’attenzione è che anche se ci si sforza per evitarle, esse arrivano sempre e sai perché?
Semplice, siamo umani!
A parte il fatto che prima di entrare nei dettagli di ogni singola Emozione, è necessario che tu metabolizzi un dato fondamentale che ti permetterà di crescere in maniera esponenziale.
Infatti appena avrai preso possesso di queste informazioni avaria a disposizione una marcia in più che fa tutta la differenza del mondo perché la prima fase è quella di accettar che le Emozioni esistano e che nostro corpo in verità non le può controllare e gestire, almeno nella primissima fase in cui esse scaturiscono e ci attraversano.
Se per puro caso non hai letto l’articolo precedente ti suggerisco di partire direttamente da lì prima di andare avanti perchè altrimenti potresti fare confusione ed invece con me è basilare lavorare sulla ricerca della propria consapevolezza.
Lo so bene che il tipico maschio Alfa, l’uomo che non deve chiedere mai (come in una famosa pubblicità degli anni 90) non ha un grande rapporto con la propria parte emotiva, rifugge dalla paura come se fosse la peste, non si concede il lusso di essere triste perchè è un atteggiamento da femminuccia ma poi purtroppo fa fatica anche a connettersi con la gioia,
La fregatura di far finta di non provare emozioni è una componente che ci allontana dal rapporto prima con noi stessi e poi con gli altri e purtroppo il mondo tecnlogico ed in evoluzione continua in cui viviamo, ci condiziona al punto che diventa sempre più semplice spegnere quella parte che ci fa sentire vivi!
Troppe persona in un momento in cui si vive sui social piuttosto che nella vita sociale, vuoi la pandemia che ha creato un disastro relazionale, soprattutto per i più giovani, privandoci della libertà di stare vicini e ci ha portato ad usare sempre di più il lavoro da casa o smart working come lo chiamano gli anglofoni, che di intelligente (traduzione di smart) ha sicuramente gli spostamenti casa-lavoro ma purtroppo ci ha abituato ad avere sempre meno relazioni autentiche ed umane, dal vivo ed in presenza.
Stare tante ore davanti ad un computer per esempio per le riunioni, le lezioni scolastiche e molto altro, ci ha fatto diventare un tutt’uno con gli strumenti che utilizziamo e magari qualcuno ha pensato che somigliare ad un computer sia la soluzione!
La rabbia è qualcosa di molto potente, come se fosse una forte esplosione interna che, se non viene accettata, si diffonde verso l’esterno e si trasforma in ira.
Per farti un esempio visualizzabile facilmente nella mente, ci basta pensare al classico fungo dopo l’esplosione della bomba atomica: la fase iniziale è un’implosione che in fisica significa un cedimento violento delle pareti di un corpo sotto l’azione di una pressione esterna superiore a quella interna.
La rabbia fa la stessa cosa: inizia dall’interno e se viene letta nella maniera corretta è di aiuto fondamentale per tenerci focalizzati sui nostri obiettivi, ma se viene rifiutata, ad un certo punto non è più contenibile ed esplode verso l’esterno.
Non riuscendo più a trattenere questo forte impeto, l’energia che si sviluppa durante un’esplosione o in un momento di incazzatura, è tantissima e ci vuole del tempo dopo la deflagrazione, come in natura, affinché tutto si plachi e l’equilibrio possa essere recuperato.
Quando non riusciamo a gestire la Rabbia, in pratica la reazione a catena che si genera diventa incontrollabile e sai perchè?
Perché tutto quello che accade nella nostra mente è una ricerca di tutte le giustificazioni possibili per trovare un capro espiatorio, un colpevole da additare come unico responsabile di aver scatenato il nostro sentimento, ma lo scopo cambia è diventa quello di dimostrare la propria ragione.
Il grandissimo Marshall B. Rosenberg è riuscito a teorizzare un concetto che rappresenta una svolta epocale nell’ambito delle relazioni umane e delle emozioni.
Infatti ha inventato la comunicazione non violenta (traduzione disfunzionale del linguaggio del cuore) e nei suoi seminari ha aiutato migliaia di persone a connettersi con la propria essenza e dei vari libri scritti è emblematico il titolo “Preferisci avere ragione o essere felice”.
Si hai capito bene, noi siamo troppe volte impegnati a dimostrare di avere ragione piuttosto che concentrarci sul nostro vero benessere, che sia fisico, mentale o spirituale non è importante ma la logica è sempre quella che siamo noi i veri ed unici responsabili delle nostre azioni ma non delle nostre emozioni che scaturiscono indipendentemente dalla nostra volontà di controllare o reprimere.
Lo so che vorremmo avere sempre tutto sotto controllo, ma purtroppo non funziona così il gioco della Vita, certe cose le possiamo gestire, altre le possiamo solo accettare e nonostante tutto e tutti continuare ad andare avanti ognuno verso la propria destinazione, aggiustando di continuo la rotta ed in questo continuo processo di crescita personale le Emozioni fanno una differenza enorme.
Condividi le tue esperienze nei commenti perchè sono curioso di sapere tu cosa ne pensi.
Io voglio essere uno strumento che ti aiuta ad alzare la tua asticella in ogni sfida che tu e solo tu puoi decidere di affrontare durante una sessione di coaching.
Chi è già abituato a sottoporsi a queste chiacchierate propedeutiche, sa bene quanto sia utile avere un confronto esterno senza critiche e giudizi!
Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 30 giorni, perché sarebbe troppo bello per essere vero!
Ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3/6/9/12 mesi di lavoro insieme che decideremo insieme durante il nostro primo incontro conoscitivo.
Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero comandante della tua azienda, se vuoi far crescere il tuo equipaggio e renderlo autonomo, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.
Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 500 persone, ho svolto con loro più di 5723 ore di sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:
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Alberto
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