Smetti di giocare alla guerra dei poveri!

Caro Amico, come stai?

La mia domanda è davvero sincera e onesta, non si tratta di un classico modo di dire e ti porto subito dentro una riflessione che nasce da un’esperienza personale, ma che riguarda direttamente anche te, la tua azienda e il tuo futuro.

Oggi, mentre ti scrivo, mi trovo in pronto soccorso con un caro amico, una di quelle situazioni che ti costringono ad aprire gli occhi.

Persone in attesa da più di 24 ore, senza acqua, senza cibo, senza controlli.

Anziani piegati dalla fatica, seduti su sedie di plastica.

Malati che aspettavano con lo sguardo perso nel vuoto.

Medici ed infermieri che facevano i miracoli, ma che sembrava corressero nella ruota del criceto, come soldati in trincea, ma senza armi e senza munizioni.

E le strutture? Fatiscenti, con pareti scrostate, letti vecchi, macchinari che sembrano usciti da un museo della medicina.

Ti dico come sempre la dura e cruda verità: nemmeno quando ho visitato la Germania dell’Est prima della caduta del Muro, nemmeno in certi quartieri ho visto situazioni così disastrose.

Oggi gli ospedali italiani assomigliano sempre più a due mondi paralleli: da una parte ci sono cliniche private all’avanguardia, per chi può permettersi di pagare e dall’altra ci sono strutture da terzo mondo, per chi non ha alternative e cerca di sopravvivere.

Questa è l’Italia del 21 Agosto 2025, un po’ come se stessi facendo il mio classico Punto Nave, lo sai bene, ormai è un’abitudine, il mio cavallo di battaglia che mi permette di capire esattamente dove ci si trova in tempo reale.

La domanda che mi pongo io per primo, come portatore sano di partita IVA è: “Dove vanno a finire i soldi delle tasse?”

Tu, imprenditore, conosci bene questo discorso e se vuoi dare ad un tuo dipendente uno stipendio dignitoso di 3.000 euro al mese, te ne costa quasi 9.000 di euro.

La differenza non è un investimento che ritorna in servizi, non va a costruire ospedali migliori, non va a migliorare le scuole, non va a sistemare le strade, ma tutto questo mancato guadagno viene divorato da un mostro affamato, un sistema di gestione pubblico che perde acqua da tutte le parti.

Si tratta di un virus che spende miliardi per armi che nessuno vede, che paga materie prime a prezzi gonfiati, che mantiene un apparato burocratico pachidermico e intanto la scuola crolla, la sanità si disintegra ed i trasporti arrancano.

Sai quanto paga in tasse un imprenditore italiano?

Se metti insieme imposte dirette, indirette, contributi, addizionali, balzelli nascosti, superi tranquillamente il 65% del reddito e abbiamo il triste primato di avere la pressione fiscale più alta d’Europa.

È come avere due soci invisibili nella tua azienda: uno si chiama Stato, l’altro si chiama burocrazia, quest’ultimo creato dallo Stato stesso (e oggi non voglio parlate del terzo socio occulto). Questi soci prendono la maggior parte degli utili e in cambio non ti danno quasi nulla, anzi rompono pure le balle!

In Italia il cuneo fiscale è tra i più alti d’Europa, non lo dico io ma una fonte decisamente più autorevole perché a secondo i dati OCSE, un dipendente single senza figli paga circa il 47% del proprio reddito in tasse e contributi e tu, che sei un imprenditore, arrivi facilmente oltre il 60%.

In Germania siamo al 39%, in Francia al 46% ed in Svizzera sotto al 30%, giusto per fare riferimento ai nostri vicini di casa e ti assicuro che i cittadini vivono più sereni di noi Italiani.

E allora, Amico mio, ti chiedo il vero motivo per cui tu dovresti continuare a combattere, in un Paese che sembra fare di tutto per frenarti?

Il problema è che questa pressione fiscale non è mai chiara perché non ti dicono: “Da domani le tasse salgono del 10%”. No, ti raccontano che le hanno abbassate!

Lo fanno in modo silenzioso, ti infilano (non è un doppio senso volgare!) addizionali, contributi straordinari e adeguamenti tariffari.

Così non te ne accorgi subito, lo scopri solo a fine anno, quando guardi i conti e ti rendi conto che hai pagato ancora di più.

È una tassa invisibile che cresce come la marea e ogni anno ti porta via un pezzo in più della tua libertà.

Guarda attraverso i miei occhi gli ospedali, sono esattamente lo specchio perfetto di questa situazione.l ed oggi ne sono stato un triste spettatore, ringrazio Dio per avere la salute!

Se hai soldi, ti curi in cliniche private, strutture moderne, pulite ed efficienti.

Se non hai soldi, ti ritrovi nel pronto soccorso che ho visto io, con una sala d’attesa infinita, dove la dignità delle persone vale meno di un foglio di triage.

È la fotografia del nostro Paese, dove ci sono due Italie che viaggiano in parallelo, una per pochi privilegiati e l’altra per la massa che arranca.

E tu, caro Amico imprenditore, sei nel mezzo perché paghi tasse come se fossi un miliardario, ma ricevi servizi peggiori di quelli di un Paese in via di sviluppo.

Sbaglio forse?

Il risultato è devastante, perché le persone, frustrate, iniziano a litigare tra di loro, sia sui social che nella Vita reale.

Ti descrivo le scene in diretta nel pronto soccorso :una signora litiga con un’altra per una sedia, di fronte un uomo urla che è arrivato prima, insomma tutti contro tutti.

Ma questa, con la mia solita delicatezza, è solo la guerra dei poveri, un conflitto che non produce vincitori perché è una lotta per le briciole.

Invece di guardare al vero nemico, un ladro che vive in casa nostra, un sistema che ci dissangua, ci scanniamo tra di noi su caxxate fotoniche che una volta risolte, a favore del vincitore del momento, non sposteranno l’equilibrio delle nostre sorti in nessun modo!

E allora ti chiedo: quante volte anche tu, nella tua azienda, hai rischiato di cadere nello stesso tranello? Litigare con un collaboratore, con un socio, con un cliente quando il vero problema non era quella persona, ma il sistema in cui ti muovi?

La storia ci insegna che non è la prima volta che accade, se ami la storia come me ti ricordi come è caduto l’Impero Romano?

Non per le invasioni barbariche, perché quelle sono state solo la goccia finale e Asterix lo amiamo tutti!

Roma è crollata perché il sistema fiscale era diventato insostenibile, le tasse erano talmente alte che gli agricoltori abbandonavano le terre, gli artigiani chiudevano le botteghe ed i commercianti smettevano di commerciare.

Lo Stato pretendeva sempre di più, offriva sempre meno e la gente alla fine ha smesso di credere nel sistema.

Ti ricorda qualcosa?

Ecco perché ti dico che siamo a un bivio dove serve fare una scelta coraggiosa!

Da una parte c’è il default e lo vediamo già nel debito pubblico alle stelle, tasse che aumentano e servizi che crollano;

Dall’altra parte c’è la possibilità di rinascere, ma non sarà lo Stato a farlo per te perché sei tu che devi scegliere.

Un imprenditore vero non aspetta la bonaccia, non aspetta che lo Stato sistemi i conti.

Un imprenditore vero prende in mano il timone, aggiusta le vele e naviga comunque perché serve coraggio di non mollare

Ti parlo con sincerità: non è facile e anch’io ho vissuto momenti in cui la tentazione era quella di mollare, di dire: “Basta, chi me lo fa fare?”.

Ma ho imparato una cosa fondamentale perché la differenza non la fa il mare che hai davanti, ma la fa la barra che tieni in mano.

Se lasci che la tempesta ti trascini, sei perduto, se invece tieni la barra dritta, puoi arrivare ovunque.

Lo so che non è banale, ma per farlo serve lucidità, serve la capacità di non lasciarti travolgere dalla rabbia e dalla paura e serve uno spazio dove scaricare il peso, chiarire i pensieri e rimettere a fuoco la direzione.

E qui entra in gioco “Il Giornale di Viaggio”, non è un semplice quaderno, ma è una vera bussola.

Ti permette di fermarti ogni giorno, scrivere ciò che vivi, distinguere i problemi reali da quelli inventati e riscoprire il tuo perché più profondo ma non è per tutti.

È lo strumento che ti aiuta a non cadere nella guerra dei poveri, ma a costruire la tua rotta personale e aiutarti a mantenere la barra dritta anche durante la tempesta.

Caro Amico, gli ospedali continueranno a cadere a pezzi, lo Stato continuerà a chiederti più soldi ed il sistema continuerà a dirti che “non ci sono risorse”, tutto come sempre!

Ma tu non sei obbligato a vivere come se fossi in una sala d’attesa del pronto soccorso perché tu puoi prendere in mano il timone, tu puoi scegliere di non combattere per una sedia in più, ma di costruire la tua nave e tu puoi decidere di rialzare i tuoi standard e di distinguerti, anche in mezzo al caos.

Porta con te “Il Giornale di Viaggio”, disponibile su Amazon, e usalo ogni giorno come bussola.

Perché la verità è questa: l’Italia può anche andare in default, ma tu, se mantieni la barra dritta, puoi sempre rinascere.

Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.

Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.

Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:

  • Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
  • Sarò la tua spina nel fianco, quello che ti impedirà di fermarti quando sarai ad un passo dalla tua vetta.
  • Sono quello che ti sprona ad agire sempre, anche quando la decisione da prendere ti farà cagare addosso!
  • Sono quello che va oltre alla paura di perdere un cliente, la mia priorità sei tu cliente a qualsiasi costo.
  • Faccio tutto esclusivamente per il tuo bene, anche a rischio di farti incaxxare!
  • Sono quello che diventerà il tuo migliore amico..
  • Sono quello da maledire all’inizio perché ti metteva scomodo, ma anche quello da abbracciare mentre festeggiamo insieme i tuoi risultati straordinari raggiunti.

#AvantiTutta❤️

© 2022 Tutti i Diritti Riservati – Alberto Alberti

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