La determinazione di chi combatte

Ciao Amic@

Oggi voglio parlarti di un argomento importante, uno di quei temi che tocca davvero ognuno di noi, nessuno escluso. Sono convinto che possa esserti d’aiuto, perché è qualcosa che, prima o poi, ci troviamo tutti a dover affrontare. Sto parlando di cadere, di sbagliare, di fallire. Esatto, hai capito bene. Nella vita è praticamente automatico, perché cadiamo tutti, come pugili suonati da un KO sferrato da un Mike Tyson al massimo della sua potenza.

Quando alla tenera età di oltre 40 anni ho iniziato a praticare una disciplina marziale e anche sport da combattimento chiamato Muay Thai o Boxe Thailandese, ho colto subito la metafora di quanto sia importante non mollare mai, anche quando pensi di non farcela più, la mia anima di guerriero ha continuato a forgiarsi praticando uno sport duro e crudo, faticoso e letale perché oltre al corpo e alla mente, allena anche lo spirito. Tutto quello che fa parte della storia di questo sport nazionale in Tailandia ha radici antichissime.

La Muay Thai, conosciuta anche come “l’arte delle otto armi”, è una forma di combattimento tradizionale thailandese che ha origini antichissime, risalenti a oltre 2.000 anni fa. Nata come tecnica di difesa e sopravvivenza per i guerrieri thailandesi, divenne parte integrante dell’addestramento militare. Durante il periodo del Regno di Ayutthaya (1350-1767), la Muay Thai cominciò a svilupparsi come disciplina sportiva, con tornei organizzati e regolamentati, e divenne popolare tra i soldati e la popolazione.

Nel XX secolo, la Muay Thai si è evoluta, abbracciando un regolamento più moderno con l’uso di guantoni e ring simili a quelli del pugilato occidentale, pur mantenendo le sue tecniche distintive di pugni, calci, gomitate e ginocchiate. Oggi è uno degli sport da combattimento più praticati e rispettati al mondo, conosciuto per la sua combinazione di abilità tecnica e brutalità fisica.

Adesso torniamo al punto che mi interessa approfondire insieme a te perché nessuno è immune dal finire KO, nessuno riesce a vivere una Vita senza inciampare in un errore, senza prendere uno di quei colpi che ti stendono al tappeto, KO appunto che significa fuori combattimento, Knock Out.

Sì, perché cadere, fallire, perdere l’equilibrio è inevitabile, succede perché è così la Vita. Ogni strada che percorriamo nasconde delle insidie, ogni sfida che affrontiamo può riservarci delle sorprese spiacevoli. Il problema non è il fatto che cadremo – perché questo accadrà, prima o poi – ma il modo in cui decidiamo di reagire quando ci troviamo al suolo, storditi, magari sanguinanti, e con la tentazione di rimanere lì, aspettando che qualcuno venga a sollevarci.

A questo punto, arriva il bivio. È il momento in cui si apre davanti a te una scelta fondamentale perché sta a te decidere cosa fare. Puoi rimanere giù, sentirti sconfitto, depresso, in balìa degli eventi, aspettando che qualcosa cambi da sé. Molti lo fanno e si lasciano andare all’inerzia, sperando che il tempo o qualcun altro li rimetta in piedi. Ma c’è anche un’altra strada, la via che richiede coraggio, forza interiore e tanta, tanta volontà: rialzarsi.

Rialzarsi non è mai facile, non è mai privo di fatica. È come rimettere insieme i pezzi di un puzzle che sembrano sparsi ovunque, quando tutto dentro di te vorrebbe solo riposare, lasciarsi andare, smettere di combattere. Eppure, se c’è una cosa che ho imparato, e che voglio condividere con te, è che ogni caduta è anche un’opportunità. È l’occasione di dimostrare a te stesso di che pasta sei fatto, di riscoprire quella scintilla dentro di te che non si è mai spenta anche se forse si era affievolita.

Il pugile che si rialza dopo un KO non è necessariamente più forte del suo avversario, ma di certo è più determinato. Sa che la battaglia non finisce a terra, ma inizia proprio nel momento in cui decide di tornare in piedi. Ogni passo verso la ripresa è un atto di coraggio, una vittoria e non importa quante volte cadi, importa quante volte hai la capacità di rialzarti.

Ricorda che nessuno può sollevarti se non decidi tu stesso di volerlo fare. Non aspettare che siano gli altri a salvarti. Non aspettare che il destino o il tempo ti portino la soluzione. La scelta è tua e li oi rimanere giù, sentendoti vittima delle circostanze o puoi fare quel passo verso la tua ripresa, piccolo o grande che sia. E sai cosa? Ogni volta che ti rialzi, diventi più forte, più resiliente, più consapevole di quello che sei davvero capace di fare.

La prossima volta che ti ritroverai a terra, ferito, abbattuto, ricorda che la tua vera forza non sta nell’evitare le cadute, ma nel trovare sempre il coraggio di rialzarti. Non è mai troppo tardi per farlo e non è mai inutile provarci.

Ti auguro di non smettere mai di lottare per te stesso, di non smettere mai di credere che puoi sempre, sempre rialzarti. Non lasciare che un KO definisca chi sei. Il tuo vero valore lo dimostri ogni volta che decidi di tornare in piedi e andare avanti, nonostante tutto.

Cadere è inevitabile, ma rialzarsi è una scelta, quindi scegli la tua battaglia, scegli di combattere.

Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.

Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.

Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:

  • Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
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