La Corsa contro il Tempo

Ciao Amic@,

ti voglio parlare di un argomento che mi sta a cuore perché questo fatto si ripete in maniera continua nell’ultimo periodo e ho voglia di darti il mio contributo, proprio per te che vuoi sempre migliorare e sei alla ricerca di un punto di vista diverso.

Ogni sera prima di andare a dormire ho preso la buona abitudine di fermarmi a riflettere per tirare le conclusioni sulla mia giornata appena trascorsa e non ti voglio nascondere che  spesso mi viene da sorridere per il ripetersi delle stesse situazioni ridicole.

Troppo spesso mi rendo conto che trascorro parte del mio tempo a rispondere a sollecitazioni esterne, interruzioni e domande continue che mi arrivano sia in ambito professionale che personale ed è mio dovere tirare fuori un’esperienza utile da poter condividere con te.

Anche questo giovedì, come ogni settimana, voglio lasciarti uno spunto su cui mettere la tua attenzione perché penso che ti possa aiutare ad essere più efficace ed efficiente nelle tue attività.

Oggi ti voglio raccontare una storia vera di quando ero giovane, infatti ai tempi avevo un vizio che con il tempo e con parecchia fatica ho eliminato ed adesso ho smesso di accettare questo comportamento dalle altre persone e penso che anche tu ne sappia qualcosa.

Torniamo a quando ero giovane, ti parlo dei tempi delle scuole superiori, quando avevo circa 16 anni ed ero nell’età dell’ ”intelligenza”, come amo chiamarla io, visto che adesso mi ritrovo a riviverla in seconda battuta con le mie due fantastiche figlie, femmine e adolescenti!

In pratica io avevo il brutto vizio di essere sempre in ritardo, anche di pochi minuti, anche se ero già pronto prima dell’orario, succedeva sempre qualcosa ed il risultato era sistematicamente quello di arrivare fuori orario.

Ai tempi della mia gioventù, questo cattivo vizio non mi dava nemmeno fastidio, era qualcosa di consolidato e di cronico che era diventata un’abitudine davvero fastidiosa…soprattutto per le altre persone.

Quando iniziai a capire che questo mio comportamento stava generando dei problemi, mi sono adoperato per trovare una soluzione e se mi conosci sai che io questa competenza ce l’ho nel DNA: se c’è un problema, bisogna risolverlo a qualsiasi costo!

Ti elenco le fantastiche auto-manipolazioni alle quali mi sottoponevo pur di cambiare questa mia abitudine:

  • Mettere l’orologio avanti di 5 minuti.
  • Impostare la sveglia in anticipo di 10 minuti.
  • Simulare che l’orario dell’appuntamento fosse in anticipo rispetto a quello “ufficiale”.

Secondo te funzionavano questi stupidi trabocchetti?

Ovviamente no, perché appena la mia mente si accorgeva della manipolazione, si adattava per farmi essere nuovamente in ritardo, perché era così facile ricadere nella vecchia abitudine.

La parte tecnica in questo contesto (tanto per cambiare) non era il vero problema ma solo una giustificazione per autorizzarmi ad essere perennemente in ritardo.

Una volta capitò qualcosa che mi lasciò a bocca aperta e che poi mi fece eliminare immediatamente la mia sciocca abitudine e per questo, per fortuna o purtroppo, devo ringraziare un caro amico che ai tempi della spensierata gioventù, era veramente qualcosa di imbattibile, un vero e proprio campione nella disciplina del ritardo.

Io ero in ritardo di 5, 10 o al massimo 15 minuti e sta di fatto che io fossi davvero un ritardatario incallito, non c’era verso di rompere questo schema perchè ormai mi ero abituato a questo vizio e purtroppo anche le persone che frequentavo si taravano sul mio ritardo, tanto ormai era così ed ero considerato un caso senza speranza e nonostanta tutto mi accettavano lo stesso, perché forse in fondo in fondo mi volevano bene comunque.

Ma torniamo al mio amico, perché lui in materia di ritardo era un vero fuoriclasse, minimo 30 minuti di ritardo ogni volta e, considerato che a quei tempi non esistevano i cellulari e le messaggistiche veloci come oggi, l’unica soluzione era comunque stare ad aspettare.

Quella sensazione di suspense era all’ordine del giorno, un miscuglio tra rabbia per la presa in giro e la preoccupazione del dubbio che gli fosse successo qualcosa, mi teneva sempre lì, fermo in quell’eterna attesa di vederlo spuntare da dietro l’angolo.

Ogni volta si ripeteva la stessa storia e alla fine tiravo un sospiro di sollievo, gli dicevo qualche brutta parola per poi ascoltare la giustificazione del giorno che aveva causato il suo solito ed ennesimo ritardo!

Una volta dovevamo uscire a cena con il nostro numeroso e bellissimo gruppo che era la nostra compagnia, si doveva andare lontano e quindi c’era da essere particolarmente puntuali all’appuntamento e fu lì che escogitammo uno stratagemma: orario di ritrovo per tutti alle 19:30 tranne che per il caro amico a cui inventammo una scusa per trovarci alle 19:00!

Quella volta, nonostante tutta la preparazione, l’organizzazione tra amici che sapevano tutti che l’appuntamento sarebbe stato su orari ad hoc per il ritardatario del gruppo….niente da fare!

Anche stavolta lui si presentò all’appuntamento in ritardo, alle 19:45, ma purtroppo per lui stavolta ce ne eravamo già andati lasciandolo lì ad aspettare in balia dei suoi sensi di colpa!

Al nostro rientro dalla cena eravamo soliti passare di nuovo in compagnia e lui era lì che ci aspettava infuriato per non averlo aspettato e fu proprio in quel momento che mi si accese la fatidica lampadina che mi fece abbandonare la mia abitudine: in fondo me la giustificavo come lui, ero in ritardo perennemente come lui e ti posso garantire che da quel momento in avanti di appuntamenti ne ho toppati davvero pochi, avvisando prima e comunque creando la nuova modalità di una persona sempre puntuale.

Ti voglio condividere questa storiella perché a me capita troppe volte, soprattutto coi fornitori nuovi, che i tempi indicati durante la trattativa di vendita siano sempre rosei e straordinari al fine di prendere il lavoro, ma per me che devo incastrare tutto il resto delle attività nell’insieme dei progetti, non è ammissibile che ogni volta succeda la stessa situazione di essere fermo ad aspettare il prodotto e/o il servizio per cui devo sborsare anche del denaro.

Quando si tratta di vendere la puntualità nessun problema, la frase del venditore è sempre la stessa:

“Tranquillo ci vuole poco tempo”.

ma quando si avvicina la data di consegnare il prodotto o il servizio, magicamente succede l’irreparabile e senza avvisare del ritardo il fornitore di turno fa spallucce e tira fuori la solita balla che mi riporta alla memoria tutti i ritardi subiti da giovane, esattamente quando ero fermo ad aspettare seduto sul muretto della scuola il mio amico, si proprio lui, quello che arrivava sempre tranquillo e sereno come se nulla fosse accaduto, ma sempre in ritardo.

Immagino che sia capitato anche a te di dipendere da fornitori o clienti, di basare la tua organizzazione operativa, finanziaria o relazionale su impegni presi con altre aziende, altri imprenditori, altri professionisti, insomma con altre persone che poi all’ultimo momento senza avvisare non sono puntuali all’appuntamento, alla scadenza, alla data di avanzamento progetto e altre situazioni che conosci meglio di me.

Quanto ti costano questi ritardi?

Hai fatto un bilancio del danno che hai subito oppure hai causato a livello economico, energetico e soprattutto emotivo?

Cosa significa per te stare fermo ad aspettare e poi tutto d’un tratto dover scattare trattenendo il fiato per chiudere i 100 metri che Marcell Jacobs scansati proprio?

Vivere di corsa è uno stile di vita, non c’è nulla da dire in più.

E’ un modo stupido di sentirsi importanti, perché se sei sempre di corsa, se vivi alla ricorsa delle emergenze ed urgenze può succedere ma deve essere solo un’eccezione, non un’abitudine.

Se invece vivi sempre col fiato corto, con il livello di stress nella zona rossa del contagiri, corri solo tu perché gli altri non capiscono niente…

…caro Amic@ che fai impresa…

…lasciatelo dire con la mia solita franchezza e sincerità che mi contraddistingue:

Ti viene il ragionevole dubbio che tu stia sbagliando qualcosa?

Io non sono quello che ti vuole indorare la pillola, per questo ci sono le persone che frequenti fuori dal lavoro che ti comprendono e ti giustificano sempre, ti vogliono bene e ti accettano così come sei, coi tuoi pregi e coi tuoi difetti, ma questo, perdonami di nuovo, non ti aiuta ad essere la versione migliore di te stesso!

Quando mi viene fornita una data di consegna ho smesso di stare fermo ad aspettare perchè il mio intuito sa già come andrà a finire, quindi mi preparo ed agisco in anticipo per verificare che tutto stia procedendo secondo il programma originario e se vengo rassicurato con una frase di circostanza so già come andrà a finire.

Spesso alle mie figlie dico questa frase, ormai loro lo sanno di avere un padre fuori dagli schemi, quindi sorridono e ascoltano la versione non ufficiale della storia: 

“Io vedo il futuro”

Come da copione annunciato, le cose vanno quasi sempre come avevo previsto ma il risultato si porta a casa lo stesso perchè ho l’abitudine di agire in anticipo per trovare un’alternativa, perchè c’è sempre qualcosa di diverso che si può e si deve fare per raggiungere il risultato atteso.

Un paio di mesi fa avevo richiesto un servizio tecnico allo stesso professionista che mi aveva fornito qualche anno fa lo stesso identico servizio e la mia domanda è sempre la stessa, precisa e specifica:

“Mi serve sapere tempi e costi per favore”.

In questo caso 10 giorni preventivati sono sfuggiti come sempre di mano, dopo 8 giorni ho chiamato per avere aggiornamenti sull’avanzamento e sono stato tranquillizzato in maniera “quasi” convincente, dopo 15 giorni li contatto di nuovo ed arriva una seconda scusa elusiva ed è qui che ho detto: non sto più ad aspettare!

Infatti mi sono rivolto ad un altro professionista e ho mandato disdetta scritta perché non era stato rispettato l’accordo, il tutto senza sensi di colpa, la soluzione è arrivata subito e nel frattempo sono riuscito a selezionare un fornitore migliore.

Dopo 2 giorni dalla mia comunicazione scritta, mi chiama il primo fornitore (quello che avevo segato), ha la voce trafelata, nemmeno una parola di scusa per il ritardo, parla in contemporanea con un’altra persona al vivavoce, non riesce a capire una cosa tecnica (scritta da lui).

Chiedo con calma in stile inglese se avesse ricevuto la mia mail dove comunicavo che non mi serviva più il servizio per mancato rispetto dei tempi, mi risponde in modo affermativo e va avanti come se niente fosse a farmi domande tecniche sul lavoro che avrebbero già concludere e consegnare.

“Grazie ma non ho più bisogno di voi, saluti”.

L’effetto collaterale è che magari mi stanno fischiando le orecchie perchè qualcuno mi sta maledicendo, proprio quello che lavora ad minchiam e pensa che i clienti siano tutti brutti e cattivi!

Morale della favola:

Prepara sempre il piano A, piano B e continua a cercare soluzioni anche a costo di arrivare fino all’ultima lettera dell’alfabeto, finchè non raggiungi il risultato che vuoi, smettila di lamentarti degli altri, di incazzarti a vuoto per dimostrare di avere ragione e agisci sempre per fare del tuo meglio, rispettare i tempi ed essere puntuale e preciso, vedrai che poi tutto girerà a tuo favore, senza se e senza ma.

Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.

Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.

Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:

  • Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
  • Sarò la tua spina nel fianco, quello che ti impedirà di fermarti quando sarai ad un passo dalla tua vetta.
  • Sono quello che ti sprona ad agire sempre, anche quando la decisione da prendere ti farà cagare addosso!
  • Sono quello che va oltre alla paura di perdere un cliente, la mia priorità sei tu cliente a qualsiasi costo.
  • Faccio tutto esclusivamente per il tuo bene, anche a rischio di farti incaxxare!
  • Sono quello che diventerà il tuo migliore amico..
  • Sono quello da maledire all’inizio perché ti metteva scomodo, ma anche quello da abbracciare mentre festeggiamo insieme i tuoi risultati straordinari raggiunti.

#AvantiTutta❤️

© 2022 Tutti i Diritti Riservati – Alberto Alberti

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