Ciao Amico, come stai?
Te lo chiedo davvero e non per educazione, perché non voglio riempire due righe.
É passato un po di tempo da quando scrivevo con costanza articoli ogni giorno ma oggi ne sento la necessità, sia per te che mi segui che per me che così “scarico a terra” penserò che vagano nell’etere.
Te lo chiedo perché guardandomi intorno, leggendo i commenti sotto qualsiasi notizia, ascoltando i discorsi da bar o sui social, ho la netta sensazione che stiamo tutti un po’ peggio.
E penso davvero che non sia per colpa della crisi, della politica, delle guerre o dell’inflazione, ma per colpa di un virus molto più subdolo.
Un virus mentale.
Un virus emotivo.
Un virus che io chiamo senza troppi giri di parole il virus del perdente.
Un virus che l’italiota medio (sì, ho detto italiota, non italiano) ha ormai instillato nel proprio DNA.
Un virus che lo porta a vivere di frustrazione, lamentela, giudizio e distruzione sistematica di qualsiasi cosa positiva.
Benvenuto nell’era del leone da tastiera e lo vedi online, oggi basta aprire un social qualunque.
Una notizia bella? Commenti velenosi.
Una notizia brutta? Commenti ancora più velenosi.
Qualcuno che prova a fare qualcosa di buono? “Eh ma sicuramente c’è sotto qualcosa.”
Qualcuno che ha successo? “Ladro. Raccomandato. Delinquente. Chissà cosa combina.”
È sempre lo stesso copione, sempre la stessa musica stonata e sempre la stessa mediocrità urlata a colpi di tastiera.
Il leone da tastiera è quello che non costruisce nulla, ma ha un’opinione su tutto.
Non rischia nulla, ma giudica chi rischia.
Non fa un caxxo, ma sa sempre come andrebbero fatte le cose e soprattutto è nascosto, dietro un profilo falso, dietro una foto di dieci anni fa o dietro una citazione motivazionale copiata da Google che non applicherà mai.
Quel profilo, Amico mio, dice tutto.
Dice della sua bassezza, della sua piccolezza e della sua paura di esporsi davvero.
Perché chi è centrato, chi lavora su di sé, chi cresce, non ha tempo né bisogno di distruggere gli altri.
La negatività è come un anestetico della propria vita di merda e diciamolo chiaramente: la negatività non nasce dall’intelligenza, (non sono uno psicologo ma amo studiare ed imparare da chi ne sa più di me) ma nella terapia di aiuto è universalmente noto che nasce dal dolore non elaborato.
Chi commenta sempre con odio, sarcasmo e distruzione non è “sveglio”, è ferito, è frustrato, è bloccato in una forma di depressione non elaborata e quindi non risolvibile
La negatività è un anestetico potentissimo perché permette di non guardarsi allo specchio, permette di non fare i conti con ciò che non si è diventati, permette di non assumersi la responsabilità della propria Vita.
È molto più facile dire: “Il sistema è marcio” “In Italia non funziona niente” “Tanto sono tutti ladri”
piuttosto che dire: “Non sto facendo nulla per migliorarmi” “Ho paura di cambiare” “Mi accontento, ma poi rosico”
Al leone da tastiera gli rode il culo, Amico mio, rosica perché vede altri muoversi, rosica perché vede altri riuscire, rosica perché dentro di sé sa che sta sprecando il suo tempo in questa Vita terrena.
Questo modo di pensare non è solo triste ma anche pericoloso perché quando una società premia la lamentela e punisce l’iniziativa, è destinata allo sfascio e l’Italia, mi dispiace davvero dirlo, è su questa strada da anni.
Qui chi prova a emergere viene tirato giù, chi ha successo viene automaticamente sospettato, chi parla di crescita viene deriso e chi parla di soldi viene demonizzato.
In Italia il ricco è visto come un delinquente, come se fosse uno che “ha fregato qualcuno”, come uno che “non se lo merita” eppure fammi una cortesia, Amico mio, dimmi una cosa con sincera onestà:
hai mai visto qualcuno andare a fare una rapina con una limousine?
Io no e tu?
I veri delinquenti non sono quelli che costruiscono imprese, posti di lavoro e valore.
I veri delinquenti sono quelli che rubano energia, speranza e futuro, diffondendo questa mentalità meschina e da poveri dentro.
Poveri non di soldi, ma poveri di spirito.
C’è una verità che nessuno ti dice mai abbastanza chiaramente: chi ha successo tende ad aiutare e chi fallisce tende a giudicare.
Le persone che crescono, che migliorano, che vincono le proprie battaglie interiori, hanno uno sguardo diverso.
Non perfetto ma aperto.
Sanno quanto è dura, sanno cosa significa cadere e soprattutto sanno cosa vuol dire ricominciare.
Il leone da tastiera no, lui sa solo puntare il dito perché puntare il dito è più facile che rimboccarsi le maniche e allora distrugge qualsiasi concetto positivo.
Ride di chi parla di disciplina, sputa su chi parla di responsabilità e si incazza con chi parla di possibilità perché ogni messaggio positivo è uno schiaffo alla sua immobilità.
Il momento storico peggiore per essere mediocri è proprio questo in cui viviamo oggi: economia instabile, tensioni sociali ed incertezza diffusa.
Proprio per questo avremmo bisogno di più lucidità, non di più veleno, di più movimento, non di più commenti, di più azione, non di più chiacchiere.
E invece cosa facciamo? Passiamo ore a commentare notizie che non cambieremo mai, a litigare con sconosciuti, a sfogare frustrazioni accumulate su una tastiera.
È una tragedia silenziosa perché mentre scrolli e commenti, la tua Vita non si muove, mentre giudichi, il tempo passa e mentre rosichi, le occasioni scivolano via.
E allora permettimi di dirtelo nel modo più diretto possibile, da Amico a Amico: dai su, alza il culo e vai a farti una passeggiata al parco, spegni il telefono, respira, cammina.
Guarda il cielo, gli alberi, la gente reale così magari ti schiarisci le idee, magari smetti di riversare la tua frustrazione sugli altri e magari ti rendi conto che la Vita vera non è nei commenti.
Il leone da tastiera vive nascosto ma l’essere umano vivo, invece, si muove.
E tu? Cosa farai di diverso?
Ora la domanda finale è per te.
Non per “gli altri”, non per “gli italiani medi” ma solo per te!
Continuerai a: commentare tutto? lamentarti di tutto? distruggere tutto ciò che non capisci o non hai?
Oppure inizierai a: lavorare su di te? migliorare un passo alla volta? usare l’energia per costruire invece che per demolire?
Perché alla fine, Amico mio, la linea di confine è chiara:o sei parte del problema o sei parte della soluzione.
Io ho scelto da che parte stare e tu?
Scrivi nei commenti che cosa ne pensi davvero
Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.
Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.
Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:
- Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
- Sarò la tua spina nel fianco, quello che ti impedirà di fermarti quando sarai ad un passo dalla tua vetta.
- Sono quello che ti sprona ad agire sempre, anche quando la decisione da prendere ti farà cagare addosso!
- Sono quello che va oltre alla paura di perdere un cliente, la mia priorità sei tu cliente a qualsiasi costo.
- Faccio tutto esclusivamente per il tuo bene, anche a rischio di farti incaxxare!
- Sono quello che diventerà il tuo migliore amico..
- Sono quello da maledire all’inizio perché ti metteva scomodo, ma anche quello da abbracciare mentre festeggiamo insieme i tuoi risultati straordinari raggiunti.
#AvantiTutta❤️
© 2022 Tutti i Diritti Riservati – Alberto Alberti
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